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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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Logistica

Vendita auto, scatta l'allarme in tutta Europa

L'associazione degli operatori europei della logistica delle auto (ECG) propone la rottamazione dei mezzi oltre i dieci anni. Italia e Francia ai vertici della crisi. Il modello Germania


Scatta l'allarme in Europa. Si vendono poche auto e la marcata caduta della domanda, italiana e francese, è un segnale di difficoltà per l'Europa. ECG, l'associazione degli operatori europei della logistica delle auto, ha pertanto riproposto di rinnovare gli incentivi alla rottamazione dei veicoli obsoleti oltre i dieci anni, al fine di rilanciare la domanda di auto in Europa. "Le recenti statistiche di Francia ed Italia suggeriscono che una forte flessione della vendita di auto nuove è in corso e che la stessa potrebbe avere ripercussioni sulla già affannata economia europea", ha dichiarato il presidente ECG Costantino Baldissara (nella foto). "A meno che non interveniamo subito, stimolando la domanda, si rischia un impatto devastante sull'occupazione e sull'attività economica dell'industria, con un effetto a catena sull'intera economia europea. Gli incentivi alla rottamazione hanno funzionato bene in passato -commenta Baldissara- sostenendo la domanda in periodi non facili ed aiutando l'industria in difficoltà fino a quando le vendite non sono ripartite. Se ben strutturati, gli incentivi possono funzionare nuovamente".
I commenti del presidente ECG seguono la pubblicazione dello scorso lunedì di dati allarmanti circa l'immatricolazione di auto nuove in Italia. Secondo UNRAE, che rappresenta le case automobilistiche straniere nel Paese, le immatricolazioni sono cadute del 18.9% a febbraio fino ad appena 130.661. Dopo il peggior risultato degli ultimi venti anni registrato lo scorso gennaio, i dati relativi alle immatricolazioni nei primi due mesi dell'anno segnano un meno 17.8% se confrontati all'equivalente periodo nel 2011.
Questa situazione avrà ripercussioni anche nel 2012. In effetti, UNRAE prevede una flessione del 22% per le vendite annuali che si attesterebbero a 1.370.000, causando una perdita di circa 10.000 posti di lavoro nell'industria, dagli operai negli stabilimenti ai concessionari, dai meccanici agli operatori logistici. La derivante perdita di fatturato per l'industria pari a 13 miliardi di euro taglierebbe anche gli introiti erariali legati all'IVA di circa 2.3 miliardi di Euro.
La situazione degli altri stati europei è simile a quella italiana. Le immatricolazioni in Francia sono diminuite oltre il 20% a gennaio, in altri paesi, come Regno Unito e Spagna, si continuano a registrare livelli di vendita molto bassi. L'Europa in totale ha perso un 6.6% rispetto a gennaio 2011. A tutto ciò segue un aumento delle richieste di rinnovo degli incentivi per la sostituzione dei veicoli con più di dieci anni in Europa.
ECG sostiene a pieno questa politica. "Guardiamo alla Germania", ha detto Baldissara, "dove questi incentivi sono stati di sostegno in un periodo difficile e dove, nonostante la crisi, la produzione è aumentata da 3 a 4.5 milioni di auto all'anno. L'industria dell'auto è una delle principali fonti di impiego, oltre ad essere un generatore di crescita, e la sua salute è vitale per l' intera economia europea".
"Con la reintroduzione di incentivi ben strutturati -conclude il presidente ECG- volti alla rottamazione dei veicoli più vecchi, i governi europei forniranno un supporto notevole a questa industria critica, spingendo allo stesso tempo sia la crescita che gli introiti fiscali. Inoltre, rimuovendo parte dei 55 milioni di veicoli con più di dieci anni dalle strade europee, si registrerà un notevole abbassamento delle emissioni ed aumento della sicurezza stradale".