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04 aprile 2025, Aggiornato alle 14,56
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Eventi

Unioncamere presenta l'Atlante delle infrastrutture strategiche

Lo studio è stato effettuato interpellando oltre 800 imprenditori che fanno parte delle giunte delle Camere di commercio


Oltre 800 imprenditori italiani che fanno parte delle giunte delle Camere di commercio, sono stati interpellati nell'ambito di un'indagine realizzata da Uniontrasporti/Unioncamere. L'obiettivo? Valutare il grado di percezione dell'importanza delle infrastrutture presso la comunità economica e imprenditoriale, cioè da parte di chi quotidianamente si confronta con il mercato e con le principali criticità infrastrutturali di cui soffre il Paese.
Il primo segnale che scaturisce dall'"Atlante delle priorità e delle criticità infrastrutturali" è di una inequivocabile e totale insoddisfazione - con punte di disagio massimo - per le ferrovie, di moderata soddisfazione per il sistema autostradale e di fondamentale non conoscenza per i porti. Grande il malcontento anche per le reti energetiche e (con un buon mix di scarsa conoscenza) per le reti telematiche, ritenute dal 64% dei contattati molto indietro rispetto agli altri paesi europei.
L'analisi Uniontrasporti fotografa una situazione poco edificante: in Italia, paese in cui su strada si muove il 91% delle merci e l'82% dei passeggeri, la rete autostradale è ferma al palo da almeno 5 anni. Ma, nonostante ciò, le critiche si concentrano su altre reti infrastrutturali: il 72% degli interrogati a campione è insoddisfatto della rete e del servizio ferroviario, il 64% dello stato di arretratezza delle reti telematiche, il 50% della viabilità ordinaria.
Nella top ten delle opere strategiche ritenute più importanti dagli intervistati occupa la prima posizione l'asse stradale pedemontano piemontese-lombardo-veneto. Al secondo posto per consensi si colloca l'autostrada dei due mari, la Orte Ravenna, considerata opera irrinunciabile, benché non sia stata neppure licenziata ancora in modo definitivo dal Cipe. Al terzo posto l'asse ferroviario Monaco di Baviera-Verona, seguito dall'asse ferroviario (non alternativo, ma quasi, al corridoio V) fra Ventimiglia-Genova-Milano-Novara-Sempione. Al quinto posto si trova la Brebemi, ovvero l'autostrada Brescia, Bergamo, Milano, seguita dalla Asti-Cuneo, quindi dall'asse autostradale Brennero-Verona-Parma-La Spezia. Chiudono la lista la Salerno-Reggio Calabria, il corridoio stradale ionico Taranto-Sibari-Reggio e l'elettrificazione della tratta ferroviaria Aosta-Chivasso.
Per realizzare almeno queste prime dieci priorità indicate dagli imprenditori è necessario un impegno economico pari a circa 73,8 miliardi di euro, che, rapportato all'intero costo del Programma delle Infrastrutture Strategiche, ne rappresenta il 20%. Allo stato attuale risultano già individuate circa la metà delle risorse, resta dunque un fabbisogno residuo di 37,9 miliardi di euro.