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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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Unatras annuncia stop. Ma Cna-Fita dice no

Spaccatura all'interno dei sindacati dell'autotrasporto. Cna-Fita prende le distanze dal fermo proclamato dal coordinamento unitario Unatras. L'associazione di categoria: "Una decisione arbitraria"


Scoppia una spaccatura all'interno dei sindacati dell'autotrasporto. La Cna-Fita prende le distanze dalla proclamazione di fermo da parte del coordinamento unitario Unatras. Una decisione presa, secondo Cna-Fita, «arbitrariamente dai vertici del coordinamento senza preventiva discussione con la nostra associazione». Per l'associazione di categoria si tratta di un atto «grave e irresponsabile che non ha rispettato le regole statutarie del coordinamento e il vincolo dell'unitarietà che lo contraddistingue». L'esecutivo Unatras, svoltosi ieri, non è stato concordato con la Cna-Fita. «E' stato deciso di fare a meno di noi – continua Cna-Fita - procedendo a maggioranza e mettendo a grave rischio l'unità della rappresentanza della categoria. La nostra associazione, pur avendo preso parte come semplice osservatore all'esecutivo svoltosi ieri ed arbitrariamente convocato dal presidente Del Boca e dal segretario Pasquale Russo, non aderisce alla proclamazione di fermo e si riserva ulteriori determinazioni in merito dopo aver convocato i suoi organismi nazionali e territoriali per discuterne la valenza e la portata». Il sindacato si è reso disponibile ad un dialogo con le confederazioni rappresentative della committenza «per sondare e predisporre una piattaforma condivisa che superi l'impasse politico-sindacale che da anni costringe la nostra categoria ad assorbire senza alternative i continui rialzi dei costi del gasolio e dei pedaggi». Secondo Cna-Fita «il fermo rimane la soluzione estrema se il dialogo non garantirà alle nostre imprese risultati concreti e in tempi brevi e certi. Per queste ragioni la Cna-Fita continuerà a ricercare un'alternativa nel prossimo mese e solo alla fine di questo iter deciderà cosa fare rimanendo convinta che l'attuale crisi economica e la recessione alle porte impongano un atteggiamento più responsabile e realistico».