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04 aprile 2025, Aggiornato alle 09,07
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Politiche marittime

Un piano per salvare il mare dal degrado

Unesco, Undp, Fao e Imo presenteranno alle Nazioni Unite un piano per incoraggiare i paesi a salvaguardare la risorsa mare


Sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento e declino della biodiversità. Sono questi i problemi che il mare si trova attualmente ad affrontare. Così Unesco, Undp, Fao e Imo, hanno messo a punto un piano per incoraggiare i paesi a rinnovare il loro impegno a migliorare la gestione di questa risorsa.
Il piano cerca di mettere in luce l'opportunità che i paesi hanno di creare meccanismi istituzionali più efficaci per proteggere sia gli oceani sia le aree costiere. Proposte che verranno presentate l'anno prossimo alla conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile, il cosiddetto Rio+20. In quell'occasione, i leader mondiali si incontreranno per fare il punto sui progressi nel campo dell'ambiente.
I mari coprono il 70% della superficie del pianeta, ma solo l'1% di questi è protetto. Inoltre, il 60% dei principali ecosistemi marini è danneggiata o sovrasfruttata, con effetti negativi su habitat preziosi come quelli delle mangrovie e dei coralli. Gli oceani assorbono anche quasi il 26% delle emissioni di CO2 nell'atmosfera, aumentando sempre più la loro acidità che ha un impatto su plancton e l'intera catena alimentare, con effetti sempre maggiore su tutti gli ecosistemi.
Il documento delle quattro agenzie è stato presentato il primo novembre a Parigi dalla direttrice dell'Unesco, Irina Bokova.