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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Trasporti eccezionali, Assiscorte: "A rischio la sicurezza sulle strade"

Secondo l'associazione il nuovo provvedimento disciplinare mette a dura prova i parametri di sicurezza. Le richieste della categoria in una lettera indirizzata al ministero dell'Interno e dei Trasporti


I trasporti eccezionali sulle nostre strade non sono più sicuri. A lanciare l'allarme è Assiscorte-Associazione Imprese di Assistenza e Scorte a Trasporto Eccezionale, associata alla Confetra che insieme ad altri operatori del settore è rappresentativa di oltre l'85% del totale degli addetti al servizio di scorte tecniche a veicoli e trasporti eccezionali.
Da circa un anno le scorte per i trasporti eccezionali non sono più di competenza delle forze di polizia, che possono essere coinvolte solo in caso di chiusura totale delle strade. Negli altri casi intervengono le imprese di trasporti autorizzate che hanno ottenuto l'abilitazione.
Secondo Assiscorte, dopo l'entrata in vigore in questi giorni della Disciplinare per le scorte tecniche, i parametri di sicurezza stradale sono messi a dura prova. I principali punti critici della modifica al decreto, denuncia Assiscorte, sono:
- difficoltà a mantenere i canoni di sicurezza stradale, considerato che la nuova direttiva rivede la composizione delle scorte e riduce il numero di autisti/mezzi impiegati;
- mancanza di controlli da parte della Polstrada/Prefettura;
- inasprimento dei provvedimenti per la sospensione delle autorizzazioni e sanzioni pecuniarie;
- obbligo di esame per il rinnovo dell'abilitazione, invece di prevedere corsi di formazione.
In una lettera inviata al Ministro dell'Interno Maroni e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteoli, Assiscorte chiede:
- di prevedere sempre un autista (o un secondo abilitato) come composizione minima per le scorte ai trasporti eccezionali;
- prevedere un database di imprese autorizzate e degli abilitati per permettere alla Polstrada controlli in tempo reale;
- rivedere completamente le sanzioni previste che sono al limite dell'incostituzionalità;
- introdurre un corso di formazione con obbligo di frequenza.