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05 aprile 2025, Aggiornato alle 08,31
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Infrastrutture

Porto di Brindisi, via libera al banchinamento tra il petrolchimico e Costa Morena Est

Un decreto ministeriale consentirà di avviare tutta una serie di opere strategiche, come i dragaggi e i nuovi accosti a Sant'Apollinare

Il progetto di colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est, nel porto di Brindisi

Nel porto di Brindisi partono i lavori di dragaggio e banchinamento tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est e la realizzazione di nuovi accosti a Sant'Apollinare. Giovedì scorso è stato notificato all'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale il decreto n. 55 del 24 marzo 2025 attraverso il quale il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica approva il progetto dell'Ente di "Completamento della infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est".

Si tratta di un evento atteso e auspicato da anni, giunto a seguito di un lungo e complesso iter burocratico. L'autorizzazione ai dragaggi in area SIN (Siti di Interesse Nazionale), infatti, viene concessa di rado, inquanto questi processi richiedono la conformità a rigorose normative ambientali e il coordinamento tra diversi enti. Meccanismi che prolungano inevitabilmente i tempi di approvazione e che dilatano il quantitativo di documentazione e di approvazioni prodromiche all'ottenimento del decreto. La rarità di tali autorizzazioni, pertanto, rende ancora più significativo il risultato ottenuto per il porto di Brindisi che ora potrà avviare un intervento strategico che aprirà nuove prospettive di crescita per lo scalo messapico e per tutto il territorio.

Il decreto di approvazione consentirà all'Ente portuale di avviare tutta una serie di opere infrastrutturali collaterali e determinanti, come l'appalto per i nuovi accosti di Sant'Apollinare, un intervento richiesto non solo dagli operatori, ma anche da molte importanti compagnie di navigazione, pronte ad incrementare i traffici del porto di Brindisi. Per questo progetto il bando, predisposto dall'Ente portuale, è già pronto, ora si attende solo la conferma delle risorse da parte della Regione Puglia. L'intervento di dragaggio, poi, consentirà a Brindisi di diventare il secondo porto dell'Adriatico, per batimetria, subito dopo Trieste. 

Il quadro economico dell'opera è a valere sul Programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale, sinergici e complementari, al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per un importo di circa 43 milioni di euro. Si tratta della somma più rilevante di procedure d'appalto avviate in un porto nel sud Italia, dopo Palermo.

Nel progetto della cassa di colmata si è lavorato per aumentare in modo significativo la superficie permeabile e ridurre il volume della cassa di circa 150.000 metri cubi. Ciò comprende anche la riduzione del fronte di attracco, l'espansione del canale (da 45 metri a 130 metri) e una diversa sistemazione dei confini terrestri e della sponda occidentale del canale. Saranno piantati alberi e arbusti in un design simile a "dune" per proteggere l'area dal traffico veicolare. Queste azioni rappresentano interventi di riqualificazione paesaggistica in linea con quanto previsto nell'ambito del "Progetto di valorizzazione e riqualificazione integrata dei paesaggi costieri" nel Piano Paesaggistico Territoriale Regionale vigente.

Il progetto darà vita a un parco verde costiero che coprirà un'area di circa 50.000 metri quadrati e che potrà ospitare la flora e la fauna selvatica, oltre a essere accessibile al pubblico, con un impatto visivo e ambientale significativo. 

L'area verde sarà attraversata da una passeggiata pedonale lunga circa 670 metri, collegando l'accesso stradale alla nuova foce del Fiume Grande.

L'AdSPMAM, una volta realizzata la cassa di colmata, potrà quindi avviare il dragaggio dei fondali per avere fondali più profondi nelle aree maggiormente operative:

• da circa -8 metri (batimetria media attuale) a -12 sotto il livello del mare, nell'area di S. Apollinare;
• da circa -11 metri (batimetria media attuale) fino a -14 sotto il livello del mare, lungo il canale di accesso al porto interno;
• da circa -11 metri (batimetria media attuale) fino a -14 sotto il livello del mare, nell'area di contorno alle calate di Costa Morena.

"Questo decreto rappresenta un risultato straordinario, frutto di un lavoro tecnico e amministrativo imponente svolto dai nostri uffici, con determinazione e competenza - commenta il commissario straordinario dell'Autorità di sistema portuale, Vincenzo Leone - Non stiamo parlando solo un'opera infrastrutturale, ma di un vero e proprio volano di sviluppo per l'intero territorio che permetterà di migliorare la competitività del porto di Brindisi, attrarre nuovi traffici commerciali e creare opportunità di crescita economica e occupazionale. Il nostro impegno è stato massimo- conclude l'Ammiraglio- e oggi possiamo guardare con fiducia a un futuro in cui il porto diventerà sempre più un punto di riferimento strategico per il Mediterraneo".

"Abbiamo centrato un obiettivo sul quale lavoravamo da anni - commenta il commissario straordinario per la Cassa di Colmata, Ugo Patroni Griffi - l'autorizzazione ci consente di imprimere una svolta epocale allo sviluppo infrastrutturale dello scalo brindisino. Proprio per le sue peculiarità e per i numerosi effetti che ne deriveranno, questo intervento è stato inserito dal Governo tra le 15 opere ritenute strategiche per il sistema Paese. Fondamentale è stato il supporto dei ministri Matteo Salvini e Gilberto Picchetto Fratin, del sottosegretario Tullio Ferrante, dell'onorevole Mauro D'Attis, del direttore generale MIT, Donato Liguori, e della Regione Puglia che hanno lavorato sinergicamente per garantire tempi certi e ristretti di realizzazione".

In un sito SIN (Sito di Interesse Nazionale, caratterizzato da aree potenzialmente contaminate molto estese classificate come "dannose" dallo Stato italiano), quale è Brindisi, lo strumento maggiormente sostenibile, dal punto di vista sia finanziario sia ambientale che la Legge indica per gestire i materiali rivenienti dai dragaggi in aree estese è la realizzazione di una vasca di colmata.
Nel decreto il ministero dell'Ambiente specifica che tutti gli interventi afferenti al progetto devono essere monitorati e svolti sotto la vigilanza dell'ARPA Puglia.

Il decreto è consultabile sul portale del Ministero della Transizione Ecologica.