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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Pirateria, l'esempio della Libia

Secondo il ministro degli Esteri Frattini contro il caos in Nord Africa occorre un'iniziativa navale mediterranea che coinvolga insieme Nato ed Europa. Frattini: "Evitare due operazioni distinte", come invece è successo per la pirateria - Paolo Bosso

«Stiamo lavorando per un'iniziativa navale mediterranea congiunta tra Ue e Nato». La coordinazione internazionale messa in campo per fronteggiare la crisi in Libia – come dimostrano queste parole del ministro degli Esteri Franco Frattini - potrebbe essere un buon esempio per la pirateria. Secondo il titolare della Farnesina è necessario assolutamente «evitare che vi siano due operazioni distinte», una della Nato e una europea, proprio come invece è successo per le missioni contro la pirateria.
Ieri il Consiglio Supremo di Difesa, convocato dal presidente della Repubblica, si è riunito per fare il punto della situazione sul caso Libia ed ha così affrontato, anche se indirettamente, il problema degli assalti dei pirati alle navi, soprattutto merci.
Le zone a Sud del golfo di Aden e al largo dell'Oceano indiano sono ormai delle zone di guerra. L'ultimo sequestro è avvenuto ai danni di una petroliera italiana, la Savina Caylyn dei Fratelli d'Amato di Napoli. I tempi per il salvataggio della petroliera e dei 22 uomini di equipaggio sono un'incognita anche perché il governo italiano mantiene il più stretto riserbo. Attualmente non c'è una coordinazione internazionale tra le forze militari europee e quelle Nato. Al di là dei proclami per utilizzare corpi speciali a bordo delle navi cargo, il fattore più importante per combattere efficacemente il fenomeno della pirateria dovrebbe essere proprio quello di istituire un organo unico o missioni uniche in cui coinvolgere sia l'esercito europeo che quello Nato, anziché disperdere le energie in operazioni indipendenti le une dalle altre.    
 
Paolo Bosso