|
adsp napoli 1
03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
forges1

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

forges4
Politiche marittime

Pirateria, Confitarma: "Non sottovalutiamo il caso Libia"

Secondo Paolo d'Amico il blocco del petrolio libico farà aumentare il traffico delle petroliere dal Medio Oriente con il rischio maggiore di attacchi. Il 9 marzo la Difesa si riunisce al Quirinale


Il 9 marzo il Consiglio Supremo di Difesa, convocato dal presidente della Repubblica prevede in agenda una delle questioni più scottanti per l'armamento internazionale: la pirateria.
Secondo gli armatori italiani il caos in Libia non giova affatto a favore di una diminuzione del fenomeno. «I recenti eventi in Nord Africa e in Medio Oriente – ha detto il presidente Confitarma Paolo d'Amico - accentuano ancora di più la gravità del fenomeno della pirateria, soprattutto per un paese come l'Italia, forte importatore di materie prime e in particolare di petrolio. Infatti il venir meno del greggio libico ha già portato ad aumentare la produzione giornaliera nei paesi del Medio Oriente. Ciò vuol dire che il trasporto marittimo di petrolio proveniente da quell'area aumenterà ancora con un maggior numero di navi operanti in zone a rischio di pirateria. Già oggi più di tre navi italiane ogni giorno navigano in acque a rischio pirateria».
«E' di fondamentale importanza che in tale occasione – ha proseguito d'Amico riferendosi alla riunione del 9 - l'emergenza in Libia non ponga in secondo piano tale fenomeno ma anzi ne sottolinei il maggior rischio per la navigazione mercantile nelle acque dell'Oceano Indiano, a discapito delle navi, dell'economia mondiale ma soprattutto della sicurezza degli equipaggi che manifestano crescenti preoccupazioni».
Oggi 2mila pirati somali minacciano l'economia mondiale ma, secondo Confitarma,  «i governi non sembrano aver compreso a pieno la crescente gravità di questo fenomeno che, per intensità e luogo degli attacchi, sta assumendo caratteristiche di una vera e propria guerra in mare aperto». Guerra che, è ormai chiaro, con il solo schieramento dei mezzi navali delle missioni internazionali antipirateria, non si può vincere, tenuto anche conto dell'attuale impossibilità di attuare controlli in territorio somalo per neutralizzare le basi dei pirati a terra e in mare. Per la confederazione degli armatori il governo deve fare più di quanto ha fatto fin'ora. Paolo d'Amico ha infatti ricordato la vicenda della nave italiana "Savina Caylyn" attaccata un mese fa in pieno Oceano Indiano a più di 800 miglia dalle coste somale, ancora sotto sequestro dei pirati con il suo equipaggio. «E' dal mese di agosto 2010 che Confitarma ha chiesto al governo misure urgenti a protezione delle nostre navi».