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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Marittimi, l'impatto della tecnologia sulla vita di bordo

I lavoratori del mare sotto la lente nel corso della Settimana Internazionale dello Shipping di Londra


di Massimo Granieri - DL News

Dall'8 al 13 settembre Londra ha ospitato la Settimana Internazionale dello Shipping (LISW19), una biennale che rappresenta una vetrina di tutte le attività legate all'industria dello shipping. Un evento che permette ad armatori, noleggiatori, traders, managers, brokers, assicuratori, autorità portuali, cantieri, technology suppliers e tante altre figure del mondo marittimo di incontrarsi e confrontarsi su varie problematiche del settore.

È in questo contesto che quattro delle maggiori associazioni umanitarie internazionali che assistono i marittimi di tutto il mondo - The Mission to Seafarers, Seafarers UK, Sailors' Society e Apostleship of the Sea (Stella Maris) – sponsorizzate e ospitate dal gruppo Inmarsat hanno organizzato una conferenza presieduta da John Adams, vicepresidente della International Chamber of Shipping. Il tema dell'incontro a cui hanno partecipato oltre 240 delegati era esplorare l'impatto della tecnologia (di bordo) sulla qualità di vita degli equipaggi, la loro salute mentale e la sicurezza.

Tra gli interventi più significativi quello del dottor Grahaeme Henderson, vicepresidente del settore Shipping & Maritime della multinazionale Shell che ha sottolineato con immagini forti quanto la ricerca della sicurezza a bordo nonostante i progressi fatti continua ancora ad essere ben al di sotto degli standard raggiunti da altri settori industriali a terra. Per affrontare questo problema Henderson ha annunciato il lancio del "new human error model" un'iniziativa che incorpora un programma di ricerca intensiva condotto dalla Shell Shipping & Maritime team e dal Shell Health Group, e che ha identificato cinque fattori chiave che influenzano il benessere mentale di chi opera a bordo di una nave: la fatica, l'ambiente fisico, la natura del ruolo, il comando e le relazioni interpersonali. L'iniziativa si pone l'ambizioso traguardo di capire meglio l'ambiente di bordo e migliorarlo per ridurre l'errore umano che causa più del 75% degli incidenti in mare sino a zero.

Il relatore ha annunciato che la Shell sta sviluppando otto programmi di addestramento per marittimi che verranno condivisi con altre compagnie armatoriali. I programmi includono corsi di consapevolezza individuale, come parlare di salute mentale, offrire la relativa assistenza e come indirizzare la fatica. Ben Bailey, Direttore della Advocacy and Regional Engagement dell'Organizzazione The Mission to Seafarers, durante il suo intervento ha commentato ". È chiaro che la nuova tecnologia e i moderni sistemi di comunicazione bordo-terra svolgono un ruolo importante nel mantenere costanti i rapporti tra chi vive in mare e i propri affetti migliorando così la qualità di vita di questi lavoratori. Tuttavia dobbiamo anche considerare che la tecnologia a bordo può talvolta creare nuove e differenti sfide che aggravano il carico di lavoro dei naviganti stessi. Le navi sono dotate di sempre maggiori e più complessi sistemi computerizzati e l'impatto sugli equipaggi dovrebbe essere al primo posto nella mente di chi progetta questi dispositivi. John Adams dell'Ics ha attirato l'importanza del one-to-one communication con gli equipaggi ammonendo i responsabili operativi del settore al non adottare il classico approccio rigoroso e impersonale. Spesso – ha continuato Adams – il termine "elemento umano" viene considerato con accezione negativa considerandolo come un componente "laterale" piuttosto che un elemento fondamentale dell'impresa marittima".  

I lavori sono continuati per tutto il giorno con numerose testimonianze, domande e commenti che hanno ulteriormente sviscerato l'argomento sino a interrogarsi anche su come evolverà il ruolo delle associazioni umanitarie marittime nell'era digitale. Particolarmente interessante l'intervento di un allievo ufficiale che si è domandato perché la salute mentale e il benessere a bordo non facciano parte dei programmi di addestramento e istruzione dei giovani ufficiali. Un appunto che ha incontrato il pieno consenso dell'assemblea.  

"Benessere e sicurezza dei marittimi", argomenti ormai triti e ritriti affrontati in innumerevoli articoli e libri e per cui sono stati spesi fiumi di parole. Non ne avrei parlato se questo dibattito non si fosse svolto nell'ambito di uno dei massimi eventi di shipping a livello internazionale e che spero possa fare da cassa da risonanza a queste problematiche. Personalmente non penso che ciò che si fa e si farà con l'ausilio della tecnologia a favore della salute mentale, sicurezza e benessere dei naviganti potrà mai essere considerato un successo se non avverrà prima di tutto un cambiamento di mentalità nei loro confronti da parte di chi gestisce l'operatività del mezzo-nave e del suo personale. Io faccio parte di quel settore dello shipping per cui il "ferro che galleggia" è solo considerato fonte di profitto ma da modesto ex navigante rimango un irrimediabile amante della gente di mare e mi fa male riscontrare ancora quanta poca considerazione si abbia della componente umana di bordo, Comandanti compresi! Se veramente pensiamo che la tecnologia da sola potrà aiutare questa gente o siamo ipocriti o siamo sulla rotta sbagliata.
 

Tag: marittimi