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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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L'efficienza della logistica in Campania. Tanti chilometri, troppe persone

Il team della Consulta dell'autotrasporto approda a Napoli per la terza tappa del tour di presentazione del Piano della Logistica. Unioncamere e Uniontrasporti, insieme alla Regione, analizzano lo stato delle infrastrutture in Campania - Paolo Bosso

Il lavoro dei "missionari della logistica", il team della Consulta dell'autotrasporto così battezzato dal sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Bartolomeo Giachino, prosegue il suo tour in Italia per presentare le scelte maturate intorno al Nuovo Piano Nazionale della Logistica 2011-2020. Dopo Verona e Modena, è la volta di Napoli alla Camera di Commercio in un convegno organizzato da Unioncamere e Uniontrasporti. 
I temi principali sono stati quelli di attualità: tempi di carico e scarico, sicurezza e dogane più efficienti. «Se lo sportello unico doganale, che è finalmente partito, oltre a rispondere all'esigenza di una miglior sicurezza, si dispiegasse nei prossimi 3 o 4 mesi nella direzione di una maggiore efficienza diminuendo drasticamente i giorni dedicati ai controlli – spiega Giachino - renderebbe da subito il nostro sistema competitivo. Così pure la norma sui tempi di attesa al carico e allo scarico che spinge tutte le componenti della filiera di trasporto verso una maggiore efficienza».
La Campania presenta una buona densità stradale: 11mila chilometri di ferrovie e 140 stazioni, tra le migliori in Italia. Ma in rapporto alla densità della popolazione il dato cambia trasformandosi in una delle regioni più ingolfate della penisola. Una rete che,, come sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni, costa due miliardi di euro l'anno in termini logistici. Tutto sommato si tratta di una zona con tante infrastrutture: due porti commerciali (Napoli e Salerno), tre interporti (Nola, Marcianise e Pontecagnano, quest'ultimo in fase di realizzazione), un aeroporto internazionale a Capodichino ed uno a Salerno (il "Costa Amalfi"). Questi i punti di forza. Dall'altro lato le debolezze. Basso grado di accessibilità verso le zone interne, Benevento e Avellino in primis; porti non collegati a sufficienza tra loro e troppa dipendenza dalle Ferrovie dello Stato. E sulle ferrovie è Sergio Vetrella, assessore regionale ai Trasporti, a spiegare la situazione. «Le Fs – spiega – entrano nell'ambito di quelli che sono i trasporti prettamente regionali», per questo la politica dovrebbe dare indicazione «sulla presenza di un solo hub delle Fs in una regione, lasciando che si possa realizzare una vera rete regionale verso quello stesso hub. Così si ridurrebbero notevolmente i costi di esercizio a carico di Fs che oggi sono ancora troppo elevati».
Un segnale forte, positivo, che va verso "i fatti" è, secondo il presidente dell'Unione Industriali di Salerno Agostino Gallozzi la semplificazione normativa dei dragaggi.
Paolo Bosso