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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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La proposta: fucilieri della Marina contro i pirati dell'Aden

Nel corso del convegno di Roma tenuto da Confitarma e dall'Istituto Italiano di Navigazione gli armatori raccolgono la proposta dell'ammiraglio Fabio Caffio. L'ipotesi sul tavolo degli Esteri già da cinque mesi - di Paolo Bosso


La lotta alla pirateria, sempre più forte e minacciosa nell'Oceano Indiano e al largo delle coste del Corno d'Africa, si inasprisce e raccoglie nuove proposte come quella di dotare i mercantili italiani nientemeno che con truppe della Marina Militare nostrana. La proposta viene da Cesare d'Amico, ad della "d'Amico Società di Navigazione SpA" nonché presidente del Gruppo Operatività Nave di Confitarma, nel corso del convegno di Roma "Uomini e tecnologie per sconfiggere i pirati in mare", tenutosi il 2 febbraio presso la sede di Confitarma dall'Istituto Italiano di Navigazione.
L'annuncio in realtà non viene direttamente dalla confederazione armatoriale ma è il frutto di una proposta, condivisa in pieno da Confitarma, lanciata proprio nel corso della tavola rotonda di Roma dall'Ammiraglio Fabio Caffio dello Stato Maggiore Marina Militare. Il dispiegamento delle forze della Marina prevede l'utilizzo di nuclei di fucilieri del Reggimento San Marco, da imbarcare per la protezione del naviglio mercantile nazionale. «I pirati – spiega d'Amico - sono aumentati in numero, armi e mezzi, hanno raffinato le loro strategie, e tutte le misure di protezione usate finora non sono più sufficienti. Gli armatori italiani ribadiscono la richiesta, e si dichiarano fin d'ora disponibili a collaborare, partecipando naturalmente ai costi del progetto della Marina Militare». Nelle acque del Corno d'Africa sono già impiegate da tempo le forze Ue sotto la missione "Atalanta" che ha già portato i suoi frutti: secondo un rapporto dell'International Maritime Bureau, nel 2010 otto unità della flotta italiana sono state coinvolte negli attacchi ma sono riuscite a sventare la minaccia grazie all'intervento delle forze della coalizione. Sempre secondo il rapporto, in totale nel 2010 gli attacchi dei pirati sono stati 219, circa il 10% in più del 2009 con 1016 marittimi catturati, 8 morti, 13 feriti e il sequestro di 49 navi. Il progetto non è semplice e non è la prima volta che è stato ipotizzato, anzi, come rende noto d'Amico, sono già 5 mesi che è sui tavoli del ministero degli Esteri. Ciò nonostante, dice d'Amico «a tutt'oggi, nonostante i nostri solleciti, non abbiamo avuto risposte precise». «Lo dobbiamo ai nostri equipaggi – conclude d'Amico - che, per assicurare i flussi di rifornimenti strategici al paese, oltre a doversi allontanare a lungo dalle loro famiglie, in questa situazione rischiano anche molto di persona». Resta da sciogliere il nodo dell'operatività: chi si prenderà la responsabilità civile, militare, politica e burocratica di ordinare il fuoco? Caffio rassicura: «Esistono precise regole d'ingaggio».

Paolo Bosso