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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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La crisi dei cantieri italiani. L'opinione dei sindacati

Fiom-Cgil: no alla chiusura degli stabilimenti, più investimenti in tecnologie e ambiente. Confronto con Fincantieri fermo. L'associazione di categoria pessimista sul 2012 

Fiom-Cgil dice no alla possibile chiusura di siti e degli stabilimenti Fincantieri. A seguito di una valutazione approfondita da parte del coordinamento nazionale del sindacato dello stato di crisi che sta interessando il gruppo industriale nonché gli sviluppi della relativa vertenza, Fiom-Cgil ha rilevato che, «mentre continuano a circolare indiscrezioni relative a drastici piani di riorganizzazione dei cantieri, l'atteggiamento ufficiale dell'azienda tende a rassicurare tutti gli interlocutori, tenendo di fatto bloccato il confronto, in un contesto che, al contrario, progressivamente peggiora».
«Il persistere dello scarico produttivo - ha osservato il sindacato - sta determinando la messa in cassa integrazione per lunghi periodi di centinaia e centinaia di lavoratori, con numeri che supereranno di molto, nel corso del 2011, le 2.000 unità. A questo proposito, in favore dei lavoratori sospesi - ha chiesto Fiom-Cgil - vanno attivati quegli ammortizzatori sociali che garantiscono il più alto livello di copertura salariale quali, ad esempio, i contratti di solidarietà».
Il sindacato ha evidenziato che «in tutti i siti, migliaia di lavoratori delle ditte di appalto stanno perdendo il lavoro, spesso senza il riconoscimento di ammortizzatori sociali. Inoltre, la prospettiva per il 2012 rischia di peggiorare la situazione a fronte di un portafoglio ordini fino ad ora del tutto inconsistente che, a fronte dell'atteggiamento passivo di Fincantieri rispetto alla crisi, potrebbe segnare la strada verso il ridimensionamento industriale».
Inoltre Fiom-Cgil ha sottolineato che «il confronto con il governo sulla crisi della cantieristica navale si è bloccato, nonostante gli impegni assunti ufficialmente dal ministro dello Sviluppo Economico il quale, ad oggi, non ha nemmeno risposto ai ripetuti solleciti inviati unitariamente, caricandosi così di una responsabilità gravissima».
Il sindacato ha quindi annunciato che, «alla luce di questa situazione, il coordinamento nazionale Fiom del gruppo Fincantieri ha deciso di rilanciare con forza l'iniziativa a livello nazionale per scongiurare il pericolo di ridimensionamento di un settore industriale strategico per il paese e di perdita di migliaia di posti di lavoro, oltreché per rivendicare politiche industriali adeguate alla salvaguardia ed al rilancio di tutti i siti, in un'ottica di unitarietà del gruppo».
«No alla chiusura di siti e cantieri; un'adeguata strategia di diversificazione produttiva; investimenti nelle tecnologie necessarie per nuovi prodotti ambientalmente sostenibili: con questi obiettivi - ha concluso Fiom-Cgil - proporremo a Fim e Uilm la prosecuzione delle iniziative nazionali unitarie fino a qui effettuate le quali, data l'inefficacia del confronto in essere con gli attuali interlocutori istituzionali, dovranno, a nostro parere, portare la discussione fino alla presidenza del Consiglio dei ministri».