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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Ispo: "Il cargo aereo evita gli aeroporti italiani"

Secondo una ricerca dell'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione da anni il commercio estero italiano via aerea viene dirottato verso la Svizzera, la Germania e la Francia. Confetra: "L'Enac tace inspiegabilmente" 


Secondo una ricerca Ispo (Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione) condotta da Renato Mannheimer è in atto da anni un dirottamento del commercio estero italiano verso aeroporti svizzeri, tedeschi e francesi. La causa non risale solo alla migliore dotazione infrastrutturale, alla frequenza dei collegamenti o alla quantità di rotte servite. Determinante nella scelta dello scalo aeroportuale sarebbe la professionalità, l'efficienza e l'affidabilità delle procedure a terra.
«L'ultimo caso è eclatante - dice Piero Luzzati, direttore della Confetra - Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica - da oltre un anno tutta la filiera del trasporto aereo (spedizionieri, courier, handler, aeroporti, vettori) attende dall'Enac istruzioni per l'applicazione delle nuove disposizioni europee sulla sicurezza dell'aviazione civile ma l'Enac inspiegabilmente tace».
«Non tutti sanno - prosegue Luzzati - che circa il 30% del commercio estero italiano, in termini di valore complessivo delle merci trasportate, utilizza la via aerea: non farsene carico significa non solo mortificare il mondo della logistica che opera nel settore, ma penalizzare - con costi sempre maggiori - soprattutto la competitività del Made in Italy nel mondo».