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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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Imo e la pirateria: "Troppe navi allo sbaraglio"

Con una lettera diretta ai membri e alle Nazioni Unite, l'International Maritime Organization denuncia un numero eccessivo di imbarcazioni non attrezzate a fronteggiare gli attacchi


L'International Maritime Organization (Imo) ha inviato lettera diretta a tutti i membri dell'associazione, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni governative e non governative, nella quale evidenzia che le forze navali impiegate nelle acque al largo della Somalia per contrastare la pirateria riferiscono che un numero eccessivamente elevato di imbarcazioni in transito nel Golfo di Aden non sono iscritte presso il Maritime Security Centre - Horn of Africa (Msc-Hoa), il centro istituito dall'Eu Navfor per il monitoraggio delle navi che attraversano il Golfo di Aden, né presso l'United Kingdom Maritime Trade Organisation (Ukmto) di Dubai, istituito dalla Royal Navy. Inoltre molte navi non mostrano visibili misure deterrenti al fine di prevenire gli attacchi né assumono azioni sulla base degli avvertimenti comunicati circa il verificarsi di attacchi o la presenza di navi sospette.
Nella lettera l'Imo esorta «tutti i soggetti interessati, in particolare le amministrazioni, gli organismi rappresentativi del settore, le associazioni dei marittimi, gli armatori e le compagnie ad adottare provvedimenti affinché i comandanti delle navi ricevano immancabilmente informazioni aggiornate e che tutte le misure di prevenzione, evasive e difensive raccomandate siano attuate pienamente ed efficacemente». «Purtroppo - rileva l'Imo - ci sono inquietanti prove che dimostrano che, in troppi casi, questo consiglio non ha raggiunto le compagnie di navigazione o le loro navi né ha avuto seguito».