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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Il turismo su nave si è spostato ad Est

Grazie agli investimenti delle principali compagnie, negli ultimi dieci anni l'Europa è diventata la culla delle crociere con una quota globale del 30%. Americani, cinesi e indiani preferiscono il Vecchio Continente ai Caraibi


L'Europa sta registrando la più rapida crescita a livello globale nel settore crocieristico. Negli ultimi dieci anni l'aumento dei passeggeri è stato pari al 163%. Lo ha sottolineato Pierfrancesco Vago, Ceo di Msc Crociere, dal palco dell'annuale convention Seatrade Cruise Shipping, apertasi ieri a Miami, che ogni anno attira 10.000 delegati internazionali e quasi 1.000 espositori. 
«Si può affermare – spiega Vago - che in fatto di crociere le mete del Vecchio Continente stiano diventando i nuovi Caraibi. A conferma di ciò la strategia di posizionamento in acque europee pianificata da alcune compagnie da crociera Nord americane per la prossima stagione estiva».
«Nel 2010 l'Europa ha raggiunto il traguardo di 5 milioni e mezzo di crocieristi, lo stesso livello registrato nel Nord America nel 1997 e rappresenta oggi il 30% della quota globale. Un risultato destinato a crescere ancora visto che la capacità delle navi da crociera nel Vecchio Continente quest'anno aumenterà ancora del 23%». 
Le crociere nel Mediterraneo e nel Mar Baltico sono diventate una nuova icona del tradizionale "Grand Tour" soprattutto per americani, cinesi e indiani, non solo nella stagione estiva, ma per l'intero anno: nel 2009 hanno solcato il Mediterraneo 152 navi da crociera per effettuare 8.000 crociere con 3 milioni di passeggeri a bordo. Si tratta di risultato eccellente anche se per certi versi scontato se si considera l'elevato numero di destinazioni che fanno parte del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco in Italia (45), Spagna (42) e Francia (35).