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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Logistica

I porti tra alti e bassi

Alla 62esima assemblea Federagenti l'analisi del trasporto marittimo nazionale. Un mercato a due facce: bene l'import-export, sempre più cari i noli. Gallo: "Uno sportello unico portuale che includa autotrasporto, piano della logistica e una nuova governance. A Napoli è emergenza dragaggi Bianca d'Antonio  


I porti vanno. Con alti e bassi. Positivamente, se visti dal lato della movimentazione delle merci là dove – afferma Filippo Gallo nella sua relazione alla 62esima Assemblea di Federagenti tenutasi a Stintino – "con 200milioni di tonnellate movimentate, i nostri scali sono al primo posto in Europa per import ed export di merci. Negativamente, invece, se ci riferiamo agli ultimi dati sui noli del settore containers. "Infatti – continua Gallo – nei primi tre mesi del 2011, i ribassi sulle rate di nolo sono arrivati a livelli davvero insostenibili raggiungendo, in molti casi, punte del 60/70%. E, spesso, non si tratta di una crisi di volumi ma di sovracapacità. Per questo chiediamo una nuova configurazione della governance dei porti, una riforma dell'autotrasporto ed il via libera al piano della logistica perché – insiste il presidente di Federagenti che rappresenta 600 agenzie per 8mila addetti ed un fatturato annuo di un miliardo di euro - sono queste le tre cose che incidono maggiormente sull'attività delle agenzie marittime e la soluzione di questi tre punti potrebbe fare la differenza facendoci recuperare in termini di competitività nei confronti degli altri porti europei". Il numero uno di Federagenti spiega come ci sia bisogno di uno sportello unico, non solo doganale, ma portuale con cui confrontarsi  e questo – sottolinea Gallo – si può facilmente fare perché non richiede investimenti. Bacchetta l'autotrasporto che continua a trovarsi in condizioni di debolezza anche se il 90% delle merci che viaggiano in Italia viene trasportato dai tir vanificando di fatto anche gli incentivi". "Gallo – commenta Michele Pappalardo, vicepresidente Federagenti nonchè presidente di Assoagenti napoletana - ha fatto una attenta analisi del mercato dei noli che giocoforza si riflette in negativo e positivo sul nostro comparto ed ha evidenziato le criticità della portualità italiana. Nel condividerne la diagnosi non posso che trasferirla sul piano locale perché Napoli rappresenta, con maggiore o minore accentuazione, i problemi nazionali. Nell'assise pubblica il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino (intervenuto insieme al presidente di Assoporti Francesco Nerli, alla presidente del gruppo giovani di Confitarma Valeria Novella, al comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Marco Brusco ed al direttore generale Unità di Gestione delle Infrastrutture per la Navigazione e per il Demanio Marittimo) ci ha detto come l'Italia sta pagando lo stop alla realizzazione delle infrastrutture avvenuto 25 anni fa. Ma questo ce lo ha detto anche l'anno scorso a Lecce e sono convinto che ce lo ripeterà anche il prossimo anno.  Noi siamo fermi al palo – continua con foga Pappalardo – ed il gap infrastrutturale non solo con i paesi europei ma anche con quelli del bacino sud del Mediterraneo, continua a crescere. A Napoli abbiamo un  sistema ferroviario inesistente, non riusciamo a fare i dragaggi se non in maniera limitativa e provvisoria e scontiamo tutti i problemi della lentezza burocratica a cominciare dalla mancata realizzazione dello sportello unico. Ricordo che quattro anni fa, al mio insediamento, avevo dato per certa la realizzazione del sistema telematico delle pratiche di arrivo e partenza navi ma, ad oggi, nulla è stato fatto. Come agenti marittimi siamo presenti a tutti i livelli, dal comitato portuale ai vari tavoli operativi proprio per stimolare i processi di crescita del nostro porto. Sono però convinto che l'obiettivo primario resta il dragaggio, sia per il recupero delle banchine sia per la realizzazione della darsena di levante. Recuperando spazi a terra, si potrà dare impulso a traffici che, pur in tempi di crisi, continuano a dare segnali positivi come, ad esempio, i traffici misti passeggeri e merci e le autostrade del mare". 

Bianca d'Antonio