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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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I Giovani armatori e le materie prime

Il convegno di Capri ha rappresentato un momento di analisi dei mercati. Rizzo: «La ripresa è iniziata ma bisogna puntare su investimenti flessibili. Le imprese programmino in base alla domanda reale».  


«Se il settore dello shipping, specie quello del carico secco, con il crollo dei noli ha rappresentato la prima spia della crisi che avrebbe assunto aspetti catastrofici, è sempre lo shipping a dire che siamo usciti dal tunnel. La ripresa è iniziata, anche se la sua strada sarà lenta. Qualche sofferenza c'è ancora per i traffici container e per i carichi liquidi, ma la ripresa dei trasporti di materie prime hanno fatto ripartire le bulk. Insomma, il peggio è passato e per chi ha investito nello sviluppo delle flotte ed ha creduto nella ripresa nei tempi dovuti la scelta alla fine sarà premiante. Bisogna però saper puntare su investimenti flessibili che si possano adattare alla flessibilità della domanda». Lo afferma il presidente del gruppo Giovani Armatori di Confitarma Giuseppe Mauro Rizzo al suo secondo mandato (scadrà con l'arrivo dell'estate 2010) all'assemblea annuale tenutasi a Capri che, come da tradizione, si svolge il giorno prima di quella dei giovani industriali. Che poi l'affermazione di Rizzo sia più che calzante per gli armatori, specie quelli meridionali che rappresentano quasi il 50% dell'intera armatoria tricolore, deriva dalla constatazione che nessuno ha cancellato né posticipato gli ordini ai cantieri e che le navi vengono prese in consegna regolarmente e alle date prestabilite. Quanto mai pertinente dunque il tema dibattuto con la partecipazione di esperti di settore sul "ruolo delle materie prime nel futuro dell'economia globale. Quale il valore della domanda? Componente reale e componente artificiale". La risposta scaturita dal convegno – chiosa il presidente dei giovani armatori - è che, «in vista della ripresa economica dei mercati, diviene fondamentale per le imprese che trasportano materie prime e prodotti finiti, improntare le proprie strategie di crescita ed investimento su una attenta analisi della reale domanda globale avendo la capacità di prevedere i comportamenti della finanza. Che cosa ha insegnato, infatti, la crisi? Innanzitutto che nulla sarà come prima, che la speculazione finanziaria è sempre in agguato per cui è necessario stabilire delle regole di disciplina finanziarie su cui i governi dovrebbero intervenire. L'eccesso di liquidità che oggi è enorme, immessa sui mercati finanziari, può facilmente creare i presupposti per una distorsione della domanda reale a causa, appunto, dell'influenza della finanza. A sottolineare la costante collaborazione tra giovani armatori ed industriali, è intervenuta la presidente di questi ultimi Federica Guidi che ha improntato il tema dell'assemblea degli industriali sul Mediterraneo e sulle sue comodities, sulla opportunità di puntare sui paesi africani e del Medio Oriente certo più raggiungibili dalle piccole e medie imprese.
 
Nella foto Giuseppe Mauro Rizzo e Federica Guidi