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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Gli autotrasportatori vogliono un Sistri in linea con l'Europa

Cna-Fita si prepara ad un'azione legale congiunta, sotto accusa i contributi pagati per un sistema che stenta a decollare. La categoria chiede una semplificazione più in linea con l'Europa, come limitare il monitoraggio ai soli rifiuti pericolosi


Cosa fare del Sistri. Se lo domandano in tanti. In primo luogo gli autotrasportatori che tra rimandi, mancati rimborsi e proroghe hanno fatto finora i conti con un sistema che non c'è. Cna-Fita ha annunciato da tempo l'intenzione di avviare un'azione legale contro il mancato rimborso dei contributi al sistema di tracciabilità nazionale dei rifiuti speciali. «Abbiamo appena dato comunicazione alle nostre sedi territoriali e già siamo stati sommersi dalle richieste di rimborsi» ha affermato il presidente nazionale dell'associazione Cinzia Franchini. «Il tema - ha commentato la presidente - è molto sentito dalle imprese che si sentono truffate in momento di drammatica crisi di liquidità. Le banche ci chiudono i rubinetti mentre i costi operativi salgono alle stelle. In questa situazione in modo reiterato lo stato cosa pensa di fare? Far pagare una piattaforma agli autotrasportatori già in difficoltà e per giunta senza dare loro il servizio per cui hanno pagato». 
Tutto sommato gli autotrasportatori non sono contrari al Sistri. Anzi. Di per sé è un sistema importante per combattere le ecomafie. Le proteste di Cna-Fita e del coordinamento unitario Unatras sono quindi rivolte alla sua cattiva gestione caratterizzata da proroghe, ritardi e poca trasparenza sui contenuti. Per i sindacati la piattaforma informatica, così come si presenta, «non concilia il condiviso interesse a tracciare i movimenti dei rifiuti pericolosi con le esigenze del lavoro».
Un tassello importante, per esempio, è l'estensione dell'obbligo di tracciabilità anche ai vettori stranieri, elemento determinante per la competitività delle imprese nostrane che altrimenti si ritroverebbero alla mercé di chi quest'obbligo può anche non rispettarlo, senza dimenticare che le aziende in odore di mafia non hanno solo sedi in Italia. Fin qui il governo italiano si è impegnato poco, limitandosi ad un ordine del giorno varato circa una settimana fa. Il "click day" di maggio e le simulazioni di luglio hanno reso evidente come il sistema sia ancora incompleto e, a detta di Unatras, richieda una profonda semplificazione (e pensare che nasce proprio per semplificare il trasporto rifiuti…), ad esempio allineando il Sistri alla direttiva comunitaria che limita il controllo ai soli rifiuti pericolosi