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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Genova, protesta dell'autotrasporto. Il porto rischia cinque giorni di stop

Le principali associazioni dell'autotrasporto genovese chiedono la riduzione dei tempi di attesa per le operazioni di carico e scarico. Annunciati cinque giorni di sciopero dal 14 al 18 marzo


Dal 14 al 18 marzo le associazioni dell'autotrasporto genovese hanno proclamato il fermo dei servizi di autotrasporto nel porto di Genova. Ad aderire al fermo tutte le associazioni della categoria: Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fiap L-Confapi, Fai/Conftrasporto, Lega Coop Liguria, Trasportounito Fiap.
«Dopo aver sollecitato più volte, le istituzioni, la politica e le associazioni dei nostri committenti, e non avendo ricevuto adeguate risposte – spiegano le associazioni in una nota congiunta - l'autotrasporto ha deciso di attuare la forma di protesta del fermo dei servizi». Il motivo dello sciopero risiede principalmente nelle complesse e incomplete procedure burocratiche che si traducono in lunghe attese delle operazioni di carico e scarico dei contenitori.
Le richieste per scongiurare il fermo, che verranno presentate nell'assemblea unitaria dell'autotrasporto convocata a Genova il 5 Marzo sono: evidenza documentale e tracciata delle operazioni dei veicoli nel ciclo operativo portuale così da avere garanzia del pagamento da parte del committente del trasporto; costi minimi della sicurezza; tempi di attesa al carico e allo scarico che superino la franchigia; il pagamento dei "cambi terminal" determinati da errori non imputabili all'autotrasportatore e per le attese determinate da errori documentali e infine i problemi operativi dei terminal (fuori e dentro l'area operativa) e qualunque altro disservizio che obblighi ad un fermo macchina.
Le associazioni chiedono quindi risposte in «tempi brevissimi», in mancanza delle quali il porto rimarrà fermo per cinque giorni.