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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Formazione, l'offerta frammentata della logistica

Il Propeller Club di Milano analizza lo stato della didattica per la formazione dei logistici di domani. Le offerte ci sono ma, secondo l'associazione, non sono coordinate. Grandi speranze nel Piano Nazionale del Sottosegretario Giachino 


Il Propeller Club di Milano dice la sua opinione sulla situazione attuale della logistica in Italia e sulle speranze riposte nel Piano Nazionale. A parlare è il presidente dell'associazione Riccardo Fuochi.
Lo stato della logistica. «Devo dire che come tutti sanno, oggi il quadro attuale della logistica nel nostro paese è abbastanza critico: perdiamo infatti competitività rispetto al Nord Europa e a Sud i nuovi porti del Mediterraneo stanno diventando dei temibili concorrenti per il nostro sistema portuale. Ma mi preme sottolineare un elemento positivo: il risveglio di una certa consapevolezza da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria. Il Piano della logistica fortemente voluto dal Sottosegretario Giachino - dopo anni di vuoto-  ne è un esempio  e fornisce delle linee guida su quanto fare per rafforzare il sistema logistico del nostro paese e mettere in grado le nostre aziende di affrontare la concorrenza estera».
La formazione dei logistici di domani. «Veniamo al punto di oggi: tra gli aspetti critici  evidenziati nel documento del Piano vi è il basso livello di formazione del settore e questo è un elemento di grande svantaggio rispetto a paesi più evoluti che da sempre hanno curato l'aspetto formativo e culturale del settore. In Germania, Francia, Olanda e Inghilterra esistono infatti percorsi di studio e diplomi per operatori del trasporto e della logistica che consentono di formare risorse umane preparate, che poi si traducono immediatamente in maggior efficenza e riduzione di costi per le aziende di quei paesi. Per essere chiari va detto che anche in Italia esiste un importante offerta formativa con: formazione finanziaria, corsi di laurea, master universitari, corsi organizzati da enti  e associazioni di categoria, formazione a distanza. Tuttavia, a mio parere, si tratta di un'offerta molto frammentata, e soprattutto non coordinata: manca infatti un percorso logico che consenta di rispondere alle vere esigenze del mercato.
Uno spunto interessante  in questo senso  viene dalla nuova riforma scolastica che prevede, fra l'altro, l'introduzione dell'indirizzo "Trasporti e Logistica" tra quelli degli Istituti tecnici.
Veniamo ora ai numeri: alcuni  studi sostengono che il mercato italiano richiede ben 50.000 persone da inserire nelle aziende di logistica  e che queste figure sono al secondo posto della lista degli "introvabili" (subito dopo gli infermieri). Ebbene, un'adeguata formazione può anche consentire l'accesso a professioni importanti - quale ad esempio quella dei doganalisti».