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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Fincantieri, alle proteste si aggiungono gli operai di Palermo

2.000 persone scendono in piazza. Ma nel cantiere, a differenza di Castellammare di Stabia, ci sono ancora commesse in ballo.


Le proteste stanno infiammando gli stabilimenti del gruppo Fincantieri nel Mezzogiorno. La settimana scorsa era stato il turno di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, dove gli operai avevano bloccato le strade chiedendo un incontro con i vertici dell'azienda e con il governo. Ora è la volta di Palermo: 2.000 persone in piazza, per chiedere certezza sul futuro per il colosso delle costruzioni navali. Il motivo, a Castellammare, a Palermo, così come a Sestri Ponente e negli altri stabilimenti dell'azienda, è sempre lo stesso: la mancanza di ordini per nuove navi, effetto della crisi economica che ha reso improvvisamente prudenti gli armatori.
La situazione di Palermo è in parte diversa rispetto a quella degli altri cantieri italiani: secondo la Fiom, esistono effettivamente almeno due opportunità per dare un po' di ossigeno agli stabilimenti, evitando, almeno per il momento, l'avvio delle procedure di cassa integrazione.