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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Fai e costi minimi di sicurezza: a segnalare ci pensiamo noi

Il rispetto della normativa. Fai risponde a tre quesiti tra i più ricorrenti. Un notiziario a cura del Coordinamento Fai - Napoli, Salerno, Roma e Caserta


In Campania e nel Lazio le imprese di autotrasporto hanno iniziato a richiedere le differenze dei costi minimi di sicurezza non pagate dai propri committenti con riscontri positivi. Si ricorda che la legge 133/08 art. 83/bis predispone che per il contratto non scritto ci sia la possibilità di richiedere la differenza fino ad un periodo di cinque anni mentre per il contratto scritto ci si ferma ad un anno.
Chiaramente molte imprese lamentano la possibilità di esercitare i propri diritti sanciti dalla legge pena la perdita del lavoro.
Tre domande chiave. Cosa bisogna fare allora? Cosa è successo dopo il 13 giugno 2011? Cosa succede in caso il trasporto sia soggetto ad intermediazione?
Iniziamo col dire che la normativa impone grandi strumenti. In primo luogo  la possibilità di segnalare  il mancato rispetto dei costi minimi di sicurezza da parte di chiunque ne abbia interesse quindi anche  attraverso la propria associazione di categoria.
Oggi  attraverso questo strumento è possibile rivolgersi alla propria associazione di categoria che provvederà a segnalare il committente che si ostina a non voler rispettare una legge dello Stato Italiano che parla di "sicurezza", tema di grande rilievo sociale. Quando si parla di segnalazione da parte dell'associazione s'intende dire che l'autotrasportatore non è parte in causa in questo processo evitando in questo modo qualunque tipo di problemi con la propria committenza. In Campania e Lazio si è partiti con una forte sensibilizzazione su questo argomento.
Il secondo punto è che dal 13 giugno 2011 i costi minimi di sicurezza sono applicati anche ai contratti scritti eliminando in questo modo la differenza che prima di tale data c'era con i contratti non scritti.  Tutto ciò impone all'interno del settore dell'autotrasporto una rivoluzione totale in cui la scelta del  trasporto non è più decisa in funzione del risparmio ma si dovrà tener conto dei costi per la sicurezza stradale, sociale e delle migliaia di lavoratori che quotidianamente trasportano le merci nel nostro paese. Si ricorda che il costo minimo di sicurezza non è una tariffa ma un indice al di sotto del quale non è possibile viaggiare. Per quanto riguarda l'intermediazione, i crediti dell'autotrasportatore, si suggerisce di andare presso le sedi F.A.I. di appartenenza o di chiamare le segreterie per conoscere da vicino e meglio uno strumento che può essere d'aiuto e una normativa che può cambiare il modo di lavorare.

Ricordate: "a segnalare  ci pensiamo noi".