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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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Capitanerie, un anno di attività in Campania

Il Comando della Capitaneria di Porto - direzione marittima della Campania - ha presentato i dati del 2009. 775 persone soccorse e 8919 controlli effettuati. Picone: «Un'attività volta alla salvaguardia e alla tutela delle persone»  


227 operazioni di soccorso, 775 persone assistite, 8919 controlli effettuati, 422 verbali. Sono i risultati di un anno di attività del Corpo delle Capitanerie di Porto della Campania. «Numeri che non indicano l'aspetto repressivo ma l'attività costante di salvaguardia che il nostro comando compie» ci tiene a sottolineare Domenico Picone, comandante del porto di Napoli che ha presentato, presso la sede della Capitaneria di Porto dello scalo campano, i dati consuntivi sull'"attività operativa di tutela ambientale e vigilanza sulla filiera della pesca". «Posso dire di essere soddisfatto – commenta Picone – sono orgoglioso dei miei uomini. Nonostante il grosso taglio ai fondi abbiamo ottimizzato al meglio le nostre risorse svolgendo un'attività costante come quella degli anni passati». Nel corso del 2009 il numero Blu 1530 per l'emergenza in mare ha ricevuto 2.500 chiamate, «tanta gente ha fruito dei nostri servizi – prosegue Picone – grazie anche al contributo dei diportisti con la loro attività di vigilanza».
Il comandante dello scalo di Napoli ha citato gli eventi più significativi di quest'anno che hanno richiesto l'intervento della Capitaneria. Tra questi la frana che ha colpito l'isola di Ischia a novembre, lo sversamento di rifiuti tossici nella Grotta Azzurra a Capri e, infine, la maxi-operazione "Natale" del 18 dicembre in cui sono state sequestrate ben 250 tonnellate di prodotti ittici avariati presso uno stabilimento di surgelati di Salerno.
«La nostra attività è principalmente di sorveglianza e tutela – sottolinea Picone - in un anno abbiamo assistito 98 persone in situazioni di pericolo, e senza il nostro aiuto avrebbero avuto gravi conseguenze».
Sul fronte dell'inquinamento il Comando delle Capitanerie spera che siano fissate delle regole europee chiare e più restrittive. «Per legge in città – spiega Picone – se si superano determinati livelli di emissione, il comune impone degli obblighi alla circolazione, come il blocco del traffico. In mare la situazione è diversa. Certo non sarebbe possibile una legge che impone il blocco della circolazione alle imbarcazioni, ma in futuro avremmo bisogno di norme europee aggiornate. L'unica cosa che possiamo fare al momento è controllare il livello di zolfo e la qualità del combustibile».