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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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Logistica

Blocco tir, Unione Industriali di Napoli: "Protesta incomprensibile"

Secondo il presidente della sezione Logistica il settore non sarà colpito dalle liberalizzazioni. Tavassi: "I costi sulle accise sono rimborsabili oltre un certo tonnellaggio"


«Tutti hanno diritto di manifestare. Qui tuttavia si tratta di agire con buon senso. In un paese già colpito dalla crisi, in aree come la Campania dove la recessione impatta su un tessuto economico e produttivo più fragile e sui livelli occupazionali, la manifestazione degli autotrasportatori può avere conseguenze drammatiche». Il commento di Francesco Tavassi, presidente Sezione Logistica Intermodalità e Trasporti dell'Unione Industriali di Napoli, ha un sapore profetico. La tensione di questi giorni sfociata ieri con il blocco dei tir in tutta Italia ha avuto effettivamente "conseguenze drammatiche": ad Asti un autotrasportatore è rimasto ucciso dopo essere stato travolto da un camion. Tavassi mette l'accento sulla sproporzione tra le manifestazioni poste in atto e le richieste del comparto. «Se c'è un settore poco interessato alle liberalizzazioni è proprio quello dell'autotrasporto – afferma - non più tardi del 12 gennaio il viceministro Mario Ciaccia ha confermato alle organizzazioni rappresentative del comparto la incomprimibilità dei costi per la sicurezza e quindi la sussistenza di tariffe minime. Le proteste degli autotrasportatori vertono quindi essenzialmente sull'aumento delle accise per il gasolio. Ma, anche qui, si tratta di costi che per i vettori che superano determinati limiti di tonnellaggio, sono rimborsabili, sia pure dopo qualche mese. E' solo per questo scarto temporale che i conducenti dei tir stanno bloccando nodi autostradali, porti e perfino l'attività di loro colleghi che guidano furgoncini e che dovrebbero essere più colpiti dall'aumento del gasolio, visto che non hanno la possibilità di un successivo rimborso. Rivolgo un appello alla ragione: evitiamo di creare condizioni tali da mettere in ginocchio un territorio per ragioni degne di considerazione ma che, portate avanti in questo modo, diventano francamente incomprensibili».

Nella foto, Palazzo Partanna, sede dell'Unione Industriali di Napoli