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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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Logistica

Blocco tir, elefanti in negozi di cristalli

Lettera aperta del presidente Transadriatico Trasporti e Logistica, Natalino Mori, a proposito del blocco dei tir che in questi giorni ha paralizzato il paese. Dure critiche a Trasportounito, solidarietà agli autotrasportatori


Pubblichiamo la lettera aperta di Natalino Mori, presidente Transadriatico Trasporti e Logistica, a proposito del fermo dell'autotrasporto
 
Stiamo assistendo all'epilogo di questo ennesimo brutto capitolo della storia dell'autotrasporto. Nonostante i disagi creati ai colleghi e ai territori interessati dai blocchi, mi sento di esprimere comunque solidarietà ai trasportatori che hanno voluto protestare correttamente (pochi) e a tutti coloro che si sono fatti coinvolgere in questo fermo dei servizi. Meritano questa attenzione se non altro perché dopo giorni e notti di freddo, tensioni, notizie deviate e illusioni, dovranno tornare a casa o in azienda senza che l'azione abbia prodotto alcun risultato fra quelli che i promotori di Trasporto Unito, Sati ed altri ancora avevano garantito. Non sono stati nemmeno ricevuti né convocati da alcuna funzione o istituzione governativa, tanto meno da ministri o sottosegretari.
Ma questo non poteva essere previsto dai trasportatori che li hanno seguiti in questa sciagurata avventura a fondo perduto, con la sola responsabilità di non aver voluto ascoltare quanti continuavano a ripetere che, al termine del fermo, gli unici provvedimenti per l'autotrasporto sarebbero stati quelli già concessi dal governo e per i quali le organizzazioni aderenti ad Unatras avevano sospeso il fermo, dando all'esecutivo 60 giorni per compierne l'integrale e definitiva applicazione. Al contrario doveva essere previsto dai citati proclamatori di tutte le stagioni, salvo che non ritenessero che basta agitare i trasportatori incazzati e depressi per essere un'associazione di categoria.
Bisogna essere consapevoli dei propri limiti e delle condizioni in cui ci si muove. Non si può entrare con un elefante in un negozio di cristalli. E quindi stupefacente apprendere da organi di stampa nazionali che il presidente di Trasporto Unito Franco Pensiero ieri, dopo avere avuto un "determinante" incontro con la Lega e incassato il travolgente sostegno di Storace, abbia affermato "faremo di tutto per far sospendere i blocchi stradali e le agitazioni entro domani, ma alziamo le braccia di fronte ad una sollevazione della base: quello che succederà sulla strada purtroppo non lo possiamo prevedere". Queste dichiarazioni non sono consentite nelle conversazioni al "Bar dello Sport", tanto meno in un intervista con media nazionali, al presidente nazionale di una organizzazione, che essendo stata l'unica a proclamare il fermo, avrebbe dovuto sapere come disinnescarlo anche a risultato zero, e non lanciare messaggi ambigui che non possono non essere intesi da qualche esagitato come un invito a proseguire la protesta ad oltranza, fuori da ogni cornice di legalità rincorrendo peraltro obiettivi irragiungibili.
L'autotrasporto italiano, in questi giorni, è stato in mano a queste persone, che sono sicuro hanno sopravvalutato le proprie capacità rispetto alle responsabilità del ruolo. Per questo sono convinto che gli autotrasportatori debbano ricucire i rapporti reciproci messi in discussione da questi giorni di tensione e tornare a partecipare attivamente alla discussione delle strategie e delle politiche della categoria. Ma sono altrettanto convinto che, seppure con un atteggiamento vigile e proattivo, debbano trovare dei riferimenti nelle organizzazioni nazionali che ritengono essere le più adeguate a rappresentare degnamente ed efficacemente gli interessi delle imprese presso i media, gli organismi tecnico-economici e soprattutto le istituzioni nazionali ed europee.