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04 aprile 2025, Aggiornato alle 11,55
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Logistica

Benvenuti a Khorgos, l'hub della via della seta cinese

È uno dei crocevia più importanti dei corridoi commerciali ferroviari che dall'Asia arrivano in Germania, Italia e Spagna

Khorgos

a cura di Paolo Bosso

La concretezza di un concetto così complesso come "via della seta cinese" la si può vedere a Khorgos, una città del Kazakistan al confine con lo Xinjiang. Il piano di egemonia logistica e infrastrutturale della Cina verso l'Europa comincia da qui, in uno dei punti sulla Terra più lontani dal mare, a circa 130 chilometri dal polo dell'inaccessibilità. Fino al 2014 era anche una delle zone più isolate e scarsamente abitate del pianeta, oggi è un hub ferroviario posseduto al 51 per cento dalla Kazakhstan Temir Zholy e al 49 per cento da Cosco Shipping Corporation e Jiangsu Lianyungang Port Co. Da lì, da cinque anni, passano la maggior parte dei treni che dalla Cina sono diretti nel Vecchio Continente. Due reportage, uno del New York Times Magazine e un altro più recente di Forbes - ripresi da Il Post, ne hanno fatto un'accurata descrizione rendendo più comprensibile questa seconda fase storica dell'egemonia economica cinese, dopo quella basata sull'esportazione di oggetti di consumo e l'importazione di industria occidentale.

L'hub di Khorgos
Per Khorgos c'è passato il primo treno Cina-Spagna e il primo servizio regolare tra Chengdu e Melzo, che arriverà in Italia a giorni. È uno dei crocevia più importanti della via della seta cinese, una zona economica speciale di 600 ettari tra Russia, Cina ed Europa centrale. I primi lavori sono iniziati nove anni fa, come mostrano le foto satellitari del Center for strategic and international studies di Washington

Khorgos nel 2010
Khorgos nel 2010

Khorgos nel 2016
Khorgos nel 2016

Ogni mese a Khorgos passano 65 treni per una media di 6,200 teu, che entro la fine del 2020 dovrebbero balzare a 41 mila al mese per un totale di mezzo milione di teu l'anno, grazie all'aggiunta continua di gru da 41 tonnellate. Il porto secco di Khorgos è come uno dei tanti porti marittimi cinesi, passati in pochi anni da essere porti di pescatori a terminal container a decine di milioni di teu l'anno. A Khorgos fino a cinque anni fa c'erano dune di sabbia, oggi treni che percorrono non meno di 9 mila chilometri, diretti a Chongqing, Chengdu, Yiwu, oppure a Barking, Duisburg, Milano, Lodz, per un totale di 39 rotte commerciali.

«Il Kazakistan è un paese senza sbocco sul mare e sta diventando il paese più collegato del continente», secondo Karl Gheysen, primo amministratore delegato di Khorgos Gateway. «Prendi la Russia, il paese più grande; la Cina, la più grande economia; l'India, il paese più popoloso. Proprio nel mezzo c'è il Kazakistan», racconta Gheysen che considera Khorgos una nuova Dubai.