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04 aprile 2025, Aggiornato alle 14,56
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Armatori - Logistica

Apm Terminals Genova, a dicembre si apre. I dettagli dell'opera

Il polo container da 1 milione di teu, gestito da Maersk e Cosco, verrà inaugurato poco prima di Natale. Sarà a pieno regime entro il 2020

Il Vado Gateway di Apm Terminals

L'Apm Terminals del porto di Genova, gestito dalla danese Maersk insieme alla cinese Cosco, aprirà i battenti il 12 dicembre con una grande festa per l'inaugurazione. Lo rende noto Paolo Cornetto, amministratore delegato di Apm Terminals Vado Ligure. «Si chiamerà Vado Gateway e sarà in grado di accogliere le grandi portacontainer di ultima generazione», ha raccontato Cornetto lunedì a Genova in una conferenza stampa insieme al sindaco di Vado Ligure, Monica Giuliano; al presidente dell'autorità di sistema portuale di Genova, Savona e Vado Ligure, Paolo Emilio Signorini; al viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, e al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Vado Gateway, le caratteristiche
Il terminal è in avanzata fase di costruzione ed è completo all'82 per cento. Le consegne delle gru di piazzale sono continuate fino all'inizio dell'anno. In una fase iniziale il terminal sarà disponibile solo per metà della capienza, utilizzando una banchina di 450 metri. La piena operatività sarà l'anno prossimo. Impiegherà circa 400 persone, tutti assunti entro il 2024, in corrispondenza con i traffici previsti, che dovrebbero essere compresi tra gli 800 mila e il milione di teu, a seconda della velocità del terminal e delle condizioni del mercato. Quando sarà pienamente funzionante, Vado Gateway avrà una banchina lunga 700 metri e alta 4,5, con fondali profondi oltre 16 metri, consentendo l'attracco di ultra large container ships. Ship-to-shore in banchina e sul piazzale automated rail mounted gantry, movimentate in remoto, e straddle carrier ('a cavaliere').

Vado Gateway, la logistica di terra
È una porta di ingresso e di uscita per le merci dei mercati di Nord Italia, Svizzera, Germania e della parte nord-orientale della Francia. Rixi ha spiegato nel dettaglio quali saranno gli sviluppi logistici a terra per garantire al terminal la giusta fluidità nella gestione delle merci in entrata e uscita. «Un primo importante passo avanti per il rilancio della provincia di Savona», secondo Rixi. «Vado Gateway - continua - a pieno regime, nel 2020, movimenterà complessivamente oltre un milione e 100 mila teu, con un tasso di intermodalità su ferro del 40 per cento. È necessario che le opere a mare procedano di pari passo con lo sviluppo delle opere a terra: stiamo lavorando con Rfi per la ristrutturazione della linea ferroviaria da San Giuseppe di Cairo e sulla ridefinizione delle gallerie tra Genova e Savona per garantire agli scali dell'Autorità di sistema portuale ligure una penetrazione sui mercati ben oltre gli attuali 200 chilometri, con treni da 750 metri. Infine, stiamo lavorando con Autofiori per la progettazione definitiva del casello autostradale e la nuova strada di scorrimento veloce. La sfida è quella di restare nei tempi che erano stati prefissati e, se possibile, anticiparli». Signorini ha detto che l'authority, oltre ad ultimare i nuovi varchi di accesso, prevede di investire 11,1 milioni di euro per la progettazione e l'esecuzione dei lavori di adeguamento della superstrada che collega il terminal al casello autostradale di Savona, evitando l'abitato di Vado, in attesa che si completi la fase procedurale per la realizzazione di un casello dedicato da parte di Autostrada dei Fiori. «È già stato realizzato un varco per il controllo automatico dei convogli in ingresso e uscita dal porto - conclude Signorini - mentre autorità di sistema ed Rfi hanno attivato un tavolo di lavoro per rivedere la convenzione che regola le operazioni ferroviarie tra Parco Doria e il porto di Vado Ligure ed implementare i progetti di miglioramento della tratta (potenziamento impianti ed automazione segnalamento)». Il "decreto Genova" include Vado Ligure fra le aree della prevista Zona logistica semplificata del porto e retro-porto di Genova.

«Abbiamo lavorato e stiamo tuttora lavorando duramente per chiudere il cantiere e dedicarci poi allo sviluppo dei traffici. Credo che tutto il territorio attenda il completamento della piattaforma e vogliamo che possa trarne al più presto i benefici che deriveranno dalla sua entrata in funzione», ha detto Cornetto. Secondo Toti il nuovo terminal «rappresenta l'apertura del nostro sistema portuale, genovese e savonese, al progetto della Via della Seta, in un'ottica di sinergia tra Genova e Savona con un'unica Autorità di sistema che governa i due porti», Già adesso, continua Toti, «la piattaforma fa lavorare centinaia di persone e il piano di assunzioni che ci è stato illustrato prevede ulteriori importanti innesti di lavoratori con alte competenze, necessarie per gestire un terminal tecnologicamente molto avanzato che porterà notevoli benefici per tutti».

Tag: maersk - cosco - genova