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04 aprile 2025, Aggiornato alle 09,07
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Politiche marittime

Aiuti di Stato, Bruxelles deferisce l'Italia

Regime di aiuti insufficiente per le imprese di navigazione sarde. Così la Commissione Ue deferisce il nostro paese alla Corte di Giustizia europea


La Commissione Europea ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia dell'Ue per la mancata ottemperanza ad una decisione della Commissione del 2007 che dichiarava il regime di aiuti a favore delle imprese di navigazione sarde incompatibile con le norme dell'Ue in materia di aiuti di Stato. Secondo l'Ue il nostro paese, in particolare la Regione Sardegna, è colpevole di non aver concesso aiuti a società di navigazione con sede legale, domicilio fiscale e porto di immatricolazione in Sardegna intenzionate a costruire, acquistare, riconvertire o riparare navi. «Gli Stati membri - ha affermato il vicepresidente della Commissione Ue e commissario per la Concorrenza Joaquín Almunia - hanno numerose possibilità di sostenere le attività commerciali nel rispetto delle norme dell'Ue in materia di aiuti di Stato. Tuttavia, gli aiuti giudicati illegali devono essere recuperati rapidamente per ripristinare condizioni eque e preservare l'efficacia delle stesse norme».
In Sardegna l'istituzione degli aiuti di stato risale ad una legge regionale del 1951 che consisteva in prestiti a tassi di interesse ridotti in media del 10-12% e di una sovvenzione per i costi di una locazione finanziaria con un abbuono di interessi medio del 10% alle imprese di navigazione sarde impegnate in attività di costruzione, acquisto, conversione o riparazione di unità navali. Nell'ottobre del ‘97 la Commissione Europea aveva adottato una prima decisione in materia di aiuti di Stato sul regime a favore delle società di navigazione sarde. Nell'ottobre 2000 tale decisione era stata annullata dalla Corte di Giustizia che aveva giudicato insufficienti le prove dell'incidenza della misura sugli scambi tra Stati membri. Nel luglio 2007 la Commissione aveva nuovamente adottato la decisione con una motivazione rafforzata e tale decisione non è stata contestata.
L'Italia è stata così esortata da Bruxelles a recuperare la differenza tra i tassi praticati su tali anticipazioni e i tassi di mercato in vigore alla data in cui queste erano state concesse e che a quattro anni dal 10 luglio 2007, data in cui la Commissione aveva ordinato il recupero degli aiuti, ciò non è ancora avvenuto.