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04 aprile 2025, Aggiornato alle 14,56
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Eventi

"Affondiamo tre navi, saranno un museo sommerso"

L'insolita proposta è lanciata dal comitato organizzatore della tre giorni dedicata alla subacquea, in programma alla Spezia dal 25 al 27 maggio di Marco Molino


Non si tratta neanche di "vecchie carrette" dei mari, perché gli scafi in questione sono degli autentici ammassi di ruggine che il mare non lo solcano più da tempo e che aspettano solo di compiere il loro ultimo viaggio, verso la demolizione. Ma qualcuno ritiene che possano ancora tornare ad essere utili, producendo reddito e lavoro. A patto, però, che smettano di galleggiare: "Affondiamo le tre navi, mettiamole in sicurezza, e facciamone l'attrazione di uno straordinario parco giochi subacqueo, un museo con immersioni guidate". L'insolita proposta arriva dagli organizzatori della tre giorni di eventi dedicati alla subacquea, che si svolgerà alle Grazie, vicino La Spezia, dal 25 al 27 maggio

In alcuni paesi, a Malta e in Albania ad esempio, già sono stati sperimentati questi affondamenti controllati, chiamati "scuttling", spiegano i promotori dell'iniziativa. Anche perché i relitti sui fondali stanno registrando continui record di visitatori in tutto il mondo. Un ottimo business, insomma, da sviluppare anche quando un relitto sommerso "vero" proprio non c'è. Oggi al suo posto si può creare, appunto, "un sito d'immersione artificiale".  L'idea verrà illustrata nei dettagli durante il convegno programmato sabato 26 alle 14,30, un evento curato dalla Sagitta Editrice e dal Comune di Porto Venere.
Intanto, sono stati anticipati i nomi delle navi "candidate" a trasformarsi in un museo sommerso. Si tratta dell'incrociatore "Alpino", in disarmo dal 2006; della fregata "Carabiniere" della Marina, varata nel 1965 allo scopo di scoprire e distruggere sommergibili; e della nave americana Williamsburg, che vanta un passato glorioso: dal 1945 al 1953, infatti, è stata lo yacht ufficiale dei presidenti Usa Truman e Eisenhower.

Marco Molino

Nella foto qui sotto "Alpino" in un acquerello di Danilo Barghigiani