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03 aprile 2025, Aggiornato alle 13,31
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Logistica

2015, l'anno della logistica moderna

Entro i prossimi quattro anni la distribuzione delle merci in Italia dovrà affrontare nuove sfide per essere competitiva. Codice doganale aggiornato, un distretto portuale-aeroportuale e sportello unico per ridurre i costi e velocizzare i controlli. L'analisi di Fedespedi


103 miliardi il valore aggiunto del settore dei trasporti in Italia, 1,2 milioni i lavoratori occupati. Sono queste le performance della filiera logistica nel nostro paese. L'assemblea annuale Fedespedi – tenutasi a Milano nella suggestiva cornice di Palazzo Clerici – analizza il comparto e affronta gli obiettivi futuri in vista dell'Expo 2015 di Milano. 
Da parte del presidente Piero Lazzeri la proposta per la realizzazione di un distretto portuale-aeroportuale che comprenda le fasi della produzione, dell'outsorcing logistico e della distribuzione. Novità normative comunitarie che interesseranno il comparto spedizionieristico nel breve-medio periodo e costi minimi dell'autotrasporto. Queste in sintesi le tematiche principali affrontate nel corso dell'assemblea.
Tra le novità normative comunitarie che potrebbero essere recepite nel nostro paese entro il 2015 figura il Codice Doganale Comunitario Aggiornato che avvierà la dichiarazione centralizzata, uno strumento che potrebbe rappresentare una reale opportunità per attirare i traffici in Italia, offrendo la possibilità allo spedizioniere di "fare dogana" da un unico paese per merci destinate in altri stati della Comunità Europea.
Lo Sportello Unico Doganale è l'infrastruttura informatica principale da realizzare al più presto. Uno strumento in grado di ridare competitività al settore in un paese, l'Italia, dove possono occorrere fino a 72 documenti emessi da soggetti diversi per l'importazione di un prodotto e dove possono intervenire, sulla stessa merce, fino a 17 tipi di controllo. Con lo sportello unico il risparmio sul trasporto sarebbe pari al 10% dei costi sul valore delle merci movimentate.
«Il dibattito politico ed economico sulla logistica – ha commentato Piero Lazzeri, non può essere focalizzato solamente sull'autotrasporto. Siamo convinti che il mercato italiano della logistica non abbia bisogno di stabilire per decreto le regole del carico e dello scarico delle merci, nonché i relativi indennizzi, così come non ha bisogno che terzi stabiliscano quali dovrebbero essere i costi minimi di un'impresa».
Nonostante tali dati, il settore logistico nazionale appare ancora largamente inespresso e incompreso. Secondo Fedespedi i fattori di criticità che impediscono al sistema logistico nazionale in modo efficiente il suo ruolo possono essere ricondotti a tre gruppi fondamentali: la dotazione e la qualità delle infrastrutture, la struttura e la governance del ciclo logistico (frammentazione degli operatori, scarso coordinamento operativo tra le amministrazioni deputate ai controlli, inefficienze localizzate nelle singole modalità di trasporto, etc.), le inadeguatezze di carattere programmatico e normativo.
Per far fronte a tale situazione e superare tali forze frenanti Fedespedi ritiene strategico il collegamento dell'Italia con i grandi assi di traffico ferroviario rappresentati dai progetti TEN – T Corridoio 1 Berlino - Palermo, Corridoio 6 e Corridoio 24 Rotterdam – Genova e l'investimento in infrastrutture ferroviarie che, attraverso una liberalizzazione del trasporto via treno, possa aumentare il livello di efficienza ed affidabilità del comparto.